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venerdì, gennaio 18, 2013

Vaticano, bancomat bloccati da Bankitalia per conto sospetto da 40 milioni


Ancora grane per lo Ior. E ancora una volta per mancanza di trasparenza. La Banca d’Italia ha bloccato dal 3 gennaio i Pos distribuiti in circa ottanta tra esercizi, farmacie, musei e punti vendita in Vaticano. Per anomalie sospette nei movimenti per oltre 40 milioni di euro. Denaro che secondo l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia è transitato in dodici mesi su un unico conto dello Ior aperto presso Deutsche Bank.

Non risulta nemmeno che dal Vaticano abbiano chiesto una qualche autorizzazione per installare i Pos

Bloccato quindi l’utilizzo di carte di credito e bancomat dentro Città del Vaticano. Al momento dei controlli, nel settembre 2011, risultava un saldo di circa 10 milioni di euro sul conto in questione, ma del resto del denaro transitato sul conto non si conosce il percorso né chi lo abbia gestito. Non risulta nemmeno che dal Vaticano abbiano chiesto una qualche autorizzazione per installare i Pos.

Già da tempo i magistrati romani con a capo il procuratore aggiunto Nello hanno indagato sullo Ior, disponendo il sequestro di 23 milioni di euro. La procura di Roma ha rilevato “carenze” nella regolamentazione dell’antiriciclaggio da parte dell’Istituto Opere di Religione. E Bankitalia ha quindi sospeso i pagamenti tramite point of sale. Un mistero infatti a chi sia intestato il conto vaticano e chi possa operarvi.



Nel maggio scorso anche JP Morgan aveva chiuso un conto dello Ior, su cui era transitato circa un miliardo di euro in un anno e mezzo, per problemi di trasparenza finanziaria. Diverse operazioni spericolate dell’Istituto Opere di Religione avevano suscitato critiche, tanto che Marco Lillo su Il Fatto Quotidiano aveva parlato di “beffa” alla giustizia italiana. Anche la nostra associazione aveva scritto al ministro della Giustizia Paola Severino.



Il Vaticano si è impegnato solo in ritardo e dopo sollecitazione esterna per dare un po’ di trasparenza

Anche altri conti intestati a religiosi ma gestiti da persone fuori dal Vaticano sono sotto la lente della procura. Conti su cui transitavano quotidianamente decine di migliaia di euro. Dal canto suo l’Autorità d’informazione finanziaria della Santa Sede esprime “sorpresa” per il blocco delle transazioni tramite Pos. Il direttore René Bruelhart ricorda che lo Ior ha superato l’esame del Moneyval del Consiglio d’Europa, per 9 raccomandazioni su 16.

Ma va ricordato che le perplessità rimangono tuttora, perché il Vaticano si è impegnato solo in ritardo e dopo sollecitazione esterna per dare un po’ di trasparenza al sistema. Senza contare il tacito sostegno del governo Monti per superare il giudizio dell’autorità del Consiglio d’Europa.

Rimane la sempiterna domanda: perché lo Stato italiano dovrebbe continuare a far da tramite per un istituto di credito extracomunitario così poco trasparente, e già più volte implicato nel riciclaggio di denaro di provenienza illecita (dalle tangenti ai proventi della mafia)?
Fonte ufficiale UAAR

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