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giovedì, aprile 17, 2014

Donne sole cercano prostituti.



Chiuso il negozio era tempo di decidere che cosa avrebbe fatto della sua serata. Non eccessivamente convinta della sua vita Claudia non aveva alternative a quegli ingredienti che le permettevano, da 10 anni a quella parte, di vivere nella migliore delle maniere possibili. Abbandonata l'idea di poter essere una designer di successo, aveva abbracciato l'adagio per cui “ essenziale nella vita è prendere una posizione”.

Lavorava come commessa in uno store del centro, una cartoleria di lusso. Quello che era rimasto della sua vecchia vita si palesava il terzo mercoledì del mese, dove il proprietario le permetteva di impaginare i biglietti da visita per i clienti importanti. Ed è proprio in uno di questi mercoledì che, finito di lavorare, si stava dirigendo verso il supermercato aperto per comprare quella cena che avrebbe consumato di lì ad un ora. Camminando, pensava di aver fatto un buon lavoro con i font dello studio notarile Cruciani.

In effetti il figlio chiedeva solo di lei al signor Buzzi, titolare della cartoleria. Poco avvenente fisicamente ma con un gran seno, non aveva mai avuto problemi con gli uomini. E non ne avrebbe avuti nemmeno a due mesi dai trentacinque, se avesse giocato. Ma lei si era ritirata, prima di diventare una di quelle donne controvento, obbligate a considerare ogni possibile minigonna, portata da una ventenne, come una minaccia alla propria autostima. Chiedendosi se hanno più calorie le barbabietole o le carote, da accompagnare al merluzzo bollito che aveva scongelato per cena, arrivò davanti all'Esselunga.

Una Bmw sostava davanti all'entrata del parcheggio e un vecchio con un carrello era intento a portare a casa la cena alla moglie, dal sacchetto spuntava un mazzo di margherite. La vista di quei fiori fece partire una riflessione. Non riusciva a ricordare da quanto tempo un uomo non le portasse dei fiori. Si immaginava la moglie di quel vecchio in attesa del marito con la tavola apparecchiata e la cena in cottura, questo pensiero la disturbava.


Un fastidio personale non interposto, lei non era stata in grado di costruire per se stessa una realtà simile, ma, mentre una volta era in grado di riderci sopra, ora il dispiacere la veniva a trovare sempre più spesso. Quella sera non aveva ancora voglia di tornare a casa, continuava a camminare sul marciapiede, in silenzio e chiedendosi se tante donne adulte in quel momento stavano pensando la stessa cosa.

Sera a volte significa paura. La sua “paura” era quella di dover un giorno soccombere alle avances del suo capo, quei continui riferimenti alla sua misura di reggiseno a cui sorridere sapeva ancora tenerli a bada, ma si stava stancando sempre di più. A metà di C.So Vercelli seduta su una panchina si era risposta. “La solitudine è una componente di questi tempi, molte persone sono nella stessa situazione”, questa sentenza la fece sorridere. Non ricordava per quale motivo avesse perso la fede nelle relazioni, ma doveva essere un buon motivo. Leggendo distrattamente due pagine dell'ultimo libro di Fabio Volo pensò a un' alternativa, andare a caccia di gigolò.
Al cinema Gigolo' per caso di John Turturro
MILANO

Dopotutto la signora Faini le aveva parlato di turismo sessuale in Africa, pur sorridendone la cosa non avrebbe mai “fatto per lei”. Voleva un maschio professionista della seduzione in cui poter pesare le aspettative da riporre, un uomo in grado di apprezzare il bello. Bello, non necessariamente bello. Si alzò dalla panchina in maniera più serena. Alle 8 e 20 non sarebbe dovuta essere lì, era solo mercoledì, ma per sabato si sarebbe preparata una serata di spessore.

Cominciò a piovere e non faceva ancora eccessivamente caldo, ora il passo era diverso e per meritarsi lo “spessore” avrebbe dovuto assumere le proteine della dieta a zone che le avevano consigliato dal parrucchiere. Un semaforo troppo rosso le fece cambiare la direzione dello sguardo. Al cinema Gloria davano un film con Woody Allen, “Gigolò per caso”, lo prese come un segno del destino pur non sapendo di cosa parlasse. La pioggia si intensificava, il costo di un paio di scarpe con il tacco 12 la fece accelerare. Sabato, forse, sarebbe andata al cinema.

Paolo Quaglia VOCE DALL'ITALIA

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