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domenica, maggio 04, 2014

SVELATO IL TRUCCO DI COME GLI EGIZI COSTRUIVANO LE PIRAMIDI

I fisici della Fondazione FOM (Fondazione per la Ricerca Fondamentale sulla Materia, promuove, coordina e finanzia la ricerca fondamentale della fisica nei Paesi Bassi) e l’Università di Amsterdam hanno scoperto che gli antichi Egizi usavano un trucco intelligente per rendere più facile con la slitta il trasporto delle pesanti pietre piramidali.

Gli egiziani inumidivano la sabbia davanti al passaggio della slitta. Usando la giusta quantità di acqua potevano dimezzare il numero di persone necessarie per il traino. I ricercatori hanno pubblicato online questa scoperta il 29 aprile 2014 su Physical Review Letters.


Gli antichi egizi per la costruzione delle piramidi, per trasportare attraverso il deserto pesanti blocchi di pietra e grandi statue li collocavano su una slitta che era trainata da un congruo numero di persone. La ricerca presso l’Università di Amsterdam ha ora rivelato che gli egiziani probabilmente bagnavano la sabbia del deserto prima del passaggio della slitta. Esperimenti hanno dimostrato che la giusta quantità di umidità nella sabbia dimezza la forza di trazione necessaria.

Sabbia compatta
I fisici in laboratorio in un contenitore con la sabbia hanno collocato determinati pesi su una versione della slitta egiziana (vedi foto). Hanno determinato sia la forza di trazione richiesta che la rigidezza della sabbia in funzione della quantità di acqua nella sabbia. Per determinare la rigidezza hanno usato un reometro, in questo caso mostra quanta forza è necessaria per deformare un certo volume di sabbia.

Gli esperimenti hanno rivelato che la forza di trazione richiesta è diminuita in proporzione alla rigidezza della sabbia, ciò è dovuto alla formazione di ponti capillari generano una forza di attrazione fra i grani quando l’acqua si aggiunge alla sabbia, in pratica le piccole goccioline di acqua legano insieme i grani di sabbia. Alla presenza dell’esatta quantità di acqua, la sabbia bagnata del deserto è circa due volte più rigida della sabbia asciutta. Una slitta scivola molto più facilmente sopra la sabbia “compatta” del deserto perché questa non si accatasta davanti alla slitta, ostacolando il suo movimento come fa nel caso della sabbia asciutta.

Pittura murale
Gli egiziani erano probabilmente a conoscenza di questa pratico trucco. Un dipinto murale nella tomba di Djehutihotep mostra chiaramente una persona in piedi sulla parte anteriore della slitta mentre versa l’acqua sulla sabbia davanti alla slitta trainata (vedi immagine).





I risultati oltre a rivelare qualcosa in più sugli antichi Egizi, sono interessanti anche per le applicazioni di oggi.

Noi ancora non comprendiamo pienamente il comportamento del materiale granulare come la sabbia. I materiali granulari sono, tuttavia, molto comuni. Altri esempi sono l’asfalto, il cemento e il carbone. I risultati della ricerca potrebbero quindi essere utili per esaminare come ottimizzare il trasporto e la lavorazione di materiale granulare, che ora a livello mondiale rappresenta circa il dieci per cento del consumo di energia.

La ricerca che ha scoperto la tecnica degli antichi egizi per costruire le piramidi è parte del programma “Aspetti fondamentali dell’attrito”, è stata supervisionata dal professor Daniel Bonn capogruppo di fisici della Fondazione FOM.

FONTE: http://www.blog-news.it/post/scoperta-tecnica-degli-antichi-egizi-per-costruire-piramidi-1

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